[PAPILIONIDE]
TERRA
L’Atlante
Farfalle e Fioriture
Ogni fiore custodisce un incontro. In questa sezione, a ogni specie vegetale corrisponde una farfalla diversa: un dialogo silenzioso tra forma, colore e nutrimento. È una mappa vivente di relazioni, dove le piante non sono solo presenza botanica ma habitat, sostegno e origine.
Un piccolo atlante di coesistenze, che racconta come la biodiversità nasca dall’intreccio preciso tra terra, fioritura e volo.
Ligustrum
Acherontia
Corbezzolo
Charaxes Jasius
Populous
Cerura Vinula
Euphorbia
Hyles Euphorbiae
Epilobio
Deilephila Elpenor
Humulus
Vanessa Atalanta
Urtica Dioica
Aglais Urticae
Urtica Urens
Inachis Io
Carduus Crispus
Vanessa Cardui
Corylus
Festuca
Terra in Metamorfosi
Polygonia
Pararge Aegeria
Foeniculum
Papilio Machaon
Hordeum
Lasiommata
Nel cuore del sito, l’Oasi Alata è il luogo in cui la terra si manifesta come ciclo, trasformazione e delicatezza. Non è solo un giardino, ma un micro-ecosistema pensato per accogliere e nutrire le farfalle in ogni fase della loro vita: dalla crisalide sospesa al primo battito d’ali.
Qui la progettazione del suolo diventa gesto fondamentale. Le specie nettarifere convivono con piante nutrici, creando un paesaggio stratificato fatto di trame vegetali, radicamenti profondi e fioriture stagionali. Il terreno è lasciato vivo, permeabile, ricco di biodiversità: un’infrastruttura organica che sostiene l’equilibrio tra insetti impollinatori, flora spontanea e colture dell’agriturismo.
Il visitatore attraversa questo spazio come una soglia lenta. Camminando tra essenze aromatiche e radure fiorite, osserva il tempo naturale della metamorfosi — un processo silenzioso che racconta la forza generativa della terra.
L’Oasi Alata diventa così simbolo di rinascita e coesistenza: un paesaggio intimo, educativo e sensoriale, dove la fragilità si trasforma in bellezza e la terra rivela la sua capacità di sostenere la vita in tutte le sue forme.
Rhamnus
Gonepteryx
Cardamine
Il Giardino delle Farfalle è un habitat progettato di 9 × 12 metri inserito nel paesaggio collinare di Offida. L’impianto risponde al clima temperato delle Marche attraverso una composizione vegetale autoctona organizzata in cluster compatti, per aumentare visibilità, continuità di fioritura e supporto al ciclo vitale delle specie locali.
Le piante svolgono una doppia funzione: nettarifera per gli adulti e nutrice per i bruchi. L’asclepia è elemento chiave per la riproduzione della Danaus plexippus; ombrellifere come il finocchio sostengono specie quali Papilio machaon. La distribuzione garantisce fioriture scalari lungo l’intera stagione vegetativa.
Il sistema integra elementi minerali e idrici: massi locali in pieno sole per il basking termico, un bacino lapideo per l’idratazione e cavità di “mud puddling” in terracotta interrate a filo suolo per l’assorbimento di sali minerali.
Il suolo è trattato come infrastruttura viva: fertile, ben drenato, protetto da pacciamatura organica e con manutenzione minima per favorire lo svernamento di larve e crisalidi. Assenza totale di pesticidi.
Il giardino opera come sistema ecologico integrato: nutrimento, calore, acqua e materia organica convergono per rendere possibile la metamorfosi.
Anthocharis
Lavandula
Pieris Napi