TERRA

L’Infrastruttura Ecologica

Il biostagno è progettato come infrastruttura ecologica multifunzionale.
Non si tratta di un elemento decorativo o paesaggistico, ma di un sistema tecnico-biologico integrato che risponde a tre obiettivi principali:

  • Gestione sostenibile delle acque meteoriche

  • Depurazione naturale e stabilizzazione biologica

  • Incremento della biodiversità locale

Il progetto è calibrato sulle condizioni pedoclimatiche collinari marchigiane, caratterizzate da precipitazioni intense e concentrate, alternanza stagionale marcata e progressiva riduzione della resilienza ecologica dei suoli agricoli.

Inquadramento Climatico ed Ecologico

L’area di Offida presenta:

  • precipitazioni medie annue tra 700–850 mm

  • picchi di pioggia autunnali con eventi brevi ma intensi

  • periodi estivi con deficit idrico prolungato

  • suoli con vulnerabilità al ruscellamento superficiale

In questo contesto, il biostagno opera come bacino di laminazione e compensazione idrica.

Funzioni idrologiche principali:

  • intercettazione delle acque di copertura

  • rallentamento del deflusso superficiale

  • riduzione del carico idraulico sui sistemi di drenaggio

  • aumento del tempo di ritenzione dell’acqua

  • promozione dell’infiltrazione graduale

Il tempo di permanenza dell’acqua è progettato per favorire processi biologici senza generare ristagni anossici.

Raccolta e Gestione delle Acque Meteoriche

A. Captazione

Le acque provenienti dalle coperture e dalle superfici drenanti vengono convogliate in modo controllato verso il bacino.

B. Decantazione primaria

Una zona di calma permette la sedimentazione delle particelle grossolane (sedimenti, sabbie, detriti organici).

C. Trattamento biologico

L’acqua attraversa l’area di fitodepurazione prima di entrare nella zona centrale del biostagno.

Questo processo riduce:

  • solidi sospesi

  • carico organico

  • eccesso di nutrienti (azoto e fosforo)

Stratigrafia

La costruzione del biostagno segue una stratificazione funzionale:

Strato 1 — Impermeabilizzazione

Argilla naturale compattata o membrana EPDM ecologica per prevenire perdite incontrollate.

Strato 2 — Ghiaia drenante (20–40 mm)

Permette circolazione dell’acqua e supporto strutturale.

Strato 3 — Sabbia silicea lavata

Filtrazione fine e stabilizzazione.

Strato 4 — Substrato selettivo di nutrienti

Previene crescita algale eccessiva.

Strato 5 — Zona vegetata superficiale

Area di colonizzazione radicale.

La pendenza del fondo è progettata per creare:

  • zone profonde (inerzia termica)

  • zone basse (habitat anfibi)

  • area di rigenerazione separata

Fitodepurazione

La fitodepurazione è un sistema di trattamento naturale dell’acqua che utilizza piante acquatiche, substrati minerali e microrganismi per rimuovere nutrienti, materia organica e particelle sospese attraverso processi biologici e fisici integrati.

Nel biostagno, questo sistema costituisce il meccanismo principale di mantenimento della qualità dell’acqua, senza ricorso a cloro, filtri chimici o impianti meccanici energivori.

Il funzionamento si basa su tre processi sinergici:

  1. Assorbimento dei nutrienti (uptake vegetale)
    Le piante acquatiche assimilano azoto (nitrati e ammonio), fosforo e microelementi, incorporandoli nella propria biomassa e sottraendoli all’acqua, riducendo così il rischio di proliferazione algale.

  2. Attività microbiologica nella rizosfera
    Nella zona attorno alle radici (rizosfera) si sviluppano comunità batteriche che degradano la sostanza organica e trasformano i composti azotati attraverso processi di nitrificazione e denitrificazione. Le radici rilasciano ossigeno nel substrato, creando microambienti che permettono la coesistenza di batteri aerobici e anaerobici, essenziali per la stabilizzazione chimica dell’acqua.

  3. Filtrazione e sedimentazione naturale
    Il substrato minerale (ghiaia e sabbia) trattiene i solidi sospesi, mentre la bassa velocità di flusso favorisce la decantazione delle particelle più pesanti.

Il sistema vegetale è organizzato in tre categorie funzionali:

  • Macrofite palustri come Typha spp., Phragmites australis e Iris pseudacorus, che radicano nel substrato e garantiscono stabilità, assorbimento intensivo di nutrienti e supporto microbiologico.

  • Piante ossigenanti sommerse come Ceratophyllum demersum e Myriophyllum spicatum, che rilasciano ossigeno in acqua migliorandone l’equilibrio biologico.

  • Piante galleggianti come Nymphaea spp., che ombreggiano la superficie limitando la crescita algale e contribuendo al controllo termico.

  • Piante igrofile ornamentali come Pontederia, che crescono lungo le sponde, ed arricchiscono il biostagno con colore e habitat senza interferire con la depurazione.

L’efficacia della fitodepurazione dipende dal tempo di ritenzione dell’acqua, dalla densità vegetale e dall’equilibrio tra carico organico in ingresso e capacità biologica del sistema.

Il risultato è un ecosistema autosufficiente, in grado di mantenere condizioni di equilibrio chimico e biologico nel lungo periodo, trasformando il biostagno in un dispositivo depurativo vivo e dinamico.

Biodiversità ed Habitat

Il biostagno funge da micro-ecosistema ripariale in un contesto agricolo dominato da coltivazioni intensive e monoculture, fornendo rifugio e risorse per specie locali che altrimenti avrebbero difficoltà a sopravvivere.

Benefici ecologici principali:

  • Habitat per anfibi: rane, rospi e tritoni utilizzano il biostagno per la riproduzione e come rifugio stagionale, aumentando la stabilità delle popolazioni locali.

  • Supporto a insetti impollinatori: api, farfalle e altri insetti trovano fiori e micro-habitat lungo le sponde e tra le piante igrofile, migliorando la funzione ecologica dell’area circostante.

  • Attrazione di avifauna migratoria: uccelli acquatici e passeriformi sfruttano l’acqua e la vegetazione per svernare o sostare durante le migrazioni.

  • Incremento della diversità vegetale: la coesistenza di macrofite, piante sommerse, galleggianti e ornamentali favorisce la ricchezza floristica e genera microhabitat differenziati.

La presenza di specie sensibili agli stress ambientali funge da indicatore biologico della qualità del biostagno e dell’equilibrio ecologico dell’area. In questo modo, il sistema contribuisce a creare un corridoio ecologico locale, connettendo frammenti di habitat naturali e facilitando movimenti e interazioni tra specie.

Impatto Microclimatico

Il biostagno non modifica solo la biodiversità, ma influenza anche il microclima circostante grazie alla presenza di acqua libera e vegetazione.

Effetti principali:

  • Raffrescamento evaporativo: l’acqua sottrae calore all’ambiente durante l’evaporazione, abbassando le temperature superficiali nelle aree adiacenti.

  • Aumento dell’umidità relativa locale: l’evaporazione e la traspirazione delle piante mantengono livelli di umidità più stabili, riducendo lo stress idrico per la vegetazione circostante.

  • Mitigazione dell’isola di calore: durante i mesi estivi, la differenza di temperatura tra il biostagno e l’area circostante può raggiungere 2–4°C, creando microzone più confortevoli per fauna, flora e visitatori.

In questo modo, il biostagno funziona anche come dispositivo climatico naturale, contribuendo al benessere dell’ecosistema e al miglioramento della percezione ambientale degli spazi museali esterni.

[BIOSTAGNO]